Marrakech una terra senza tempo

Marrakech è da sempre una città dal fascino sottile e prorompente insieme: una figura femminile adorna di gioielli arabi su un corpo sahariano, secondo lo scrittore francese di fine ottocento Roland Dorgelés. Qui i colori hanno sfumature infinite e i profumi del deserto si mescolano agli aromi delle spezie. Una città che ha affascinato artisti e pensatori di ogni epoca. Tutto è stato detto e scritto su questa oasi del deserto marocchino che può attirare per la vita ma anche più semplicemente essere esplorata e vissuta per una breve vacanza per ritrovare i colori e il clima della bella stagione, da ricordare nei giorni grigi dell’inverno.

Acqua di zagara e datteri con latte. A Marrakech è il segno tradizionale di benvenuto. Insieme con il tè alla menta fumante, zuccherato, preparato alla maniera marocchina e servito nei tipici bicchierini di vetro. Capace di avvicinare fin dal primo momento all’anima più antica di questa terra. Vicina e lontana allo stesso tempo. A sole tre ore di volo dall’Italia, eppure densa di colori, suoni, profumi totalmente diversi da quelli europei.

Basta una passeggiata nella Medina, la parte più antica della città, per rendersene conto. Gli edifici hanno un colore rosato, Marrakech in arabo significa infatti “la città rossa”, e sono realizzati con la tecnica del pisè o della terra battuta, basata sulla costruzione delle mura in argilla umida compattata.

Il cuore di Marrakech è l’enorme piazza Jema’a el-Fnaa “l’insieme dell’eternità”, attorno alla quale si sviluppa la Medina. La piazza cambia aspetto a seconda dell’ora del giorno e dalle 19 si anima di un incessante brulichio: donne con il capo velato che disegnano le mani con decorazioni all’hennè, venditori ambulanti, camerieri dei ristoranti all’aperto che cercano di accaparrarsi gli avventori. A pochi passi da qui, in direzione sud ovest, si trova la moschea della Koutubia, sovrastata dal minareto alto circa 77 metri, visibile da ogni punto della città: la più antica delle tre torri almohadi a noi giunte, insieme alla Giralda di Siviglia e alla torre Hassan di Rabat.

Koutoubia mosque Marrakech Morocco. Image shot 2007. Exact date unknown.
Un breve tragitto a piedi a nord di Jema’a el-Fnaa porta al souk, il mercato coperto che si articola in un dedalo di viuzze e piccole piazze. Ogni settore è dedicato a un particolare tipo di artigianato: la lavorazione del cuoio, del ferro battuto, dei tappeti, dei gioielli. Qui si trova di tutto, dalle babouches,le tipiche ciabattine del Marocco, ai pugnali dei Tuareg.

 

Per vivere intensamente l’atmosfera di Marrakech il soggiorno ideale è in un riad, ossia case private trasformate in hotel di charme. Qui la scelta è ampia.

Un complesso in stile moresco, con fontane cosparse di petali di rosa e specchi d’acqua tra le palme. L’Amanjena  “paradiso di pace” è il posto perfetto per una fuga romantica. Frequentato da celebrities in cerca di privacy tra cui Scarlett Johansson, Robert De Niro, Jude Law e Sienna Miller, questo resort è un’oasi di lusso elegante e mai sfacciato, che non passa attraverso l’ostentazione e si esprime invece nella cura dei dettagli. Le stanze sono tutte circondate da un giardino privato, con una piccola fontana al centro e un gazebo con cuscini dove prendere il sole. Le più grandi sono dotate di piscina privata e maggiordomo. Ma c’è anche una piscina all’aperto, riscaldata, dove si può nuotare tutto l’anno.

Nella spa, che utilizza solo prodotti naturali e originari del luogo, è possibile scegliere trattamenti diversi a seconda delle esigenze. Si può partire dall’hammam, che prevede un bagno di vapore per purificare e ammorbidire la pelle; successivamente viene applicato del sapone nero del Marocco, prima di uno scrub effettuato con un guanto speciale; infine, viene applicata acqua di rose e di lavanda e una maschera di argilla. Vasta la scelta di massaggi: detossinanti, rilassanti o tonificanti.

Da fare assolutamente prima di partire è una cena a lume di candela a base di specialità marocchine nel ristorante del resort, di fronte agli ulivi che crescono proprio all’interno della sala, con musicisti che suonano dal vivo ed un’escursione di una giornata a Tighdouine, in un minuscolo paese di Berberi, verso l’Atlante, dove il tempo sembra essersi fermato.

www.amanresorts.com/amanjena/home.aspx

Il riad Jnane Allia, invece, immerso in un ampio giardino ai margini dei palmeti, ha otto ampie suites, tutte in stile berbero che si affacciano sulla piscina con vista sulle montagne dell’Atlante. Non mancano hammam e locale massaggi, una vasta sala comune con camino e una tenda magrebina, che ospita il ristorante. Ma quello che più caratterizza questo riad è una accoglienza calorosa e una grande attenzione per l’ospite.

www.jnaneallia.com/Resort

Un’atmosfera particolare si respira nel riad del principe Ruspoli: la Maison Arabe, ubicata di fronte alla moschea Bab Doukkall. Più grande dei precedenti, ha dodici camere, quattordici suite, un ristorante rinomato e una spa con due hammam.

A Marrakech ogni momento della vacanza è una scoperta emozionante.

www.lamaisonarabe.com

Non si può dunque lasciare la città senza aver sperimentato il tradizionale bagno di vapore, l’ hammam. In un ambiente rilassante con fontanelle e mosaici si svolge il rito più antico di bellezza e benessere del Marocco: vapore, massaggi purificanti e trattamenti con sapone nero e l’olio di argan. Si potrà vivere direttamente questa fantastica esperienza nei riad o in una delle numerose spa come ad esempio Les Jardins de la Koutoubia che nei suoi 1200 mq offre una vasta gamma di trattamenti tradizionali o in quella degli hotel di lusso come l’ Hotel Mamounia o il Sofitel.

 

Lasciatevi travolgere dal profumo antico di questa terra incantata.

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